Era Dicembre del 2001, quando il primo nucleo del Gruppo di Acquisto Solidale di Imola, non ancora costituitosi, organizzava la sua prima iniziativa pubblica. Da poco c’era stato l’attacco alle torri gemelle di New York, il mondo occidentale era entrato in guerra contro quello orientale. Ricordo che Antonio e Luciana, che erano atei, ma nei fatti molto cristiani, proposero l’idea di incentivare i cittadini imolesi a compiere i propri acquisti natalizi alla bottega del commercio equo e solidale. L’iniziativa venne chiamata “Fai un dono di pace”, perché il commercio equo e solidale è promotore di pace: i prodotti sono pagati ad un prezzo equo, in questo modo i produttori del sud del mondo possono vivere dignitosamente , senza essere sfruttati dalle grandi multinazionali che puntano solo alla massimizzazione dei propri profitti. Vengono inoltre promossi metodi di coltivazione eco-sostenibili, per lo più biologici e iniziative per lo sviluppo sociale.

Questa non è carità, si acquistano prodotti di cui si ha bisogno (come il caffè, il cioccolato, il the, le banane) ma lo si fa in modo etico, senza partecipare allo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente. Ci lamentiamo dei problemi del mondo: inquinamento, guerre e migrazioni, senza renderci conto che siamo noi stessi ad alimentarli e noi stessi con le nostIl Gas si è da subito organizzato per acquistare prodotti ottenuti senza lo sfruttamento del lavoro e dell’ambiente, il prezzo è sempre stato una variabile secondaria. Da sottolineare che la volontà di avere un prodotto sano non è da ricondursi ad una pratica salutista, ma dalla volontà di non inquinare il nostro ambiente. Le parole della Genesi: la terra deve essere “coltivata e custodita” si sposano perfettamente con i noQuesto articolo è stato pubblicato sul Nuovo Diario Messaggero – IPE Idee Proposte Esperienze – 5 febbraio 2020stri principi.re pratiche possiamo risolverli. Già l’acquisto di questi prodotti, per citare Papa Francesco, è una conversione ecologica perché rispetta le comunità locali, il bene comune e la natura.

Ma questi problemi non riguardano solo il sud del mondo: anche i piccoli produttori in Europa sono in molti casi sfruttati dalla grande distribuzione che impone prezzi iniqui, e pratiche che portano allo sfruttamento dell’ambiente. Abbiamo quindi deciso di creare anche a Imola un gruppo di famiglie consapevoli che organizzasse i propri acquisti in modo non egoistico, ma solidale nei confronti della comunità, dei produttori e dell’ambiente.

E, infatti,il Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.) nacque a Settembre del 2002 nel magazzino della bottega del commercio equo e solidale, che allora si trovava in Piazza dell’Ulivo, perché Don Gigino ci offrì gratuitamente quel luogo per svolgere le nostre riunioni.

Il Gas si è da subito organizzato per acquistare prodotti ottenuti senza lo sfruttamento del lavoro e dell’ambiente, il prezzo è sempre stato una variabile secondaria. Da sottolineare che la volontà di avere un prodotto sano non è da ricondursi ad una pratica salutista, ma dalla volontà di non inquinare il nostro ambiente. Le parole della Genesi: la terra deve essere “coltivata e custodita” si sposano perfettamente con i nostri principi.

Il prodotto acquistato al supermercato è del tutto spersonalizzato. Quando consumo un prodotto del Gas, so chi l’ha fatto, dove e come. Ma è bello anche pensare che il produttore produca quei prodotti per noi e per i nostri bambini, e proprio per il fatto che sa per chi li sta producendo cerchi di fare il massimo, proprio perché siamo entrati in relazione.

Attualmente il Gas Imola è costituito da una trentina di famiglie, ognuno si occupa di qualcosa senza compenso alcuno. In effetti, siamo una piccola comunità che lavora molto bene. Questo è il nostro contributo per cambiare in meglio il nostro mondo, una piccola rivoluzione pacifica. Se vorrai unirti a noi sarai il benvenuto.

Per avere altre informazioni puoi accedere al nostro sito internet: gasimola.it

Walter G.

Questo articolo è stato pubblicato sul Nuovo Diario Messaggero – IPE Idee Proposte Esperienze – 5 febbraio 2020